10/05/2022

Le Gallerie d'Italia e il Castello di Aymavilles entrano in Abbonamento Musei!

Gallerie d'Italia Torino
Le Gallerie d'Italia a Torino si propongono come un laboratorio permanente dove la fotografia e le arti visive esplorano la complessità odierna con sguardi multidisciplinari: esperienze sempre diverse con percorsi di visita accompagnati da tecnologie e installazioni immersive d’avanguardia messe al servizio delle narrazioni. L’ingresso avviene da piazza San Carlo 156, attraverso un grande scalone che porta i visitatori negli spazi espositivi ipogei.
Al piano -1 si trovano le aule didattiche che si affacciano sulla “Sala dei 300” dedicata alle mostre temporanee. Al secondo piano ipogeo si trova la biglietteria che costituisce il luogo di comunicazione e di incontro principale, il punto di snodo del museo in cui il pubblico può decidere come muoversi scegliendo tra molteplici percorsi di visita in base ai propri interessi. Al piano -3 si trovano l’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo e la Sala Multimediale che propone una grande istallazione immersiva che, grazie a un avanzato sistema di proiezione, consente ai visitatori di vivere a 360 gradi l’esperienza proposta dagli artisti in mostra.
Il percorso di visita prosegue al piano terra raggiungendo il chiostro aperto, dove si affacciano la libreria, il caffè e il ristorante per continuare poi al piano nobile dove sono esposte la collezione permanente, costituita da opere dal XIV al XVIII secolo selezionate dalle collezioni della Banca in dialogo con il gusto degli apparati decorativi delle sale, oltre all’importante ciclo pittorico seicentesco del distrutto Oratorio della Compagnia di San Paolo restituito qui alla fruizione cittadina

Il Castello di Aymavilles
Il castello di Aymavilles è situato nell’omonimo comune in Valle d’Aosta, su una collina circondata da vigneti lungo la strada per Cogne. Un castello unico nel suo genere che concentra nel suo aspetto esteriore fasi medievali e barocche, frutto delle iniziative architettoniche dei diversi membri della famiglia Challant che nel corso dei secoli hanno adattato l’edificio alle esigenze e al gusto dell’epoca.
La prima citazione del castello risale al maggio 1207. Il castello inizia a subire notevoli trasformazioni a partire dal XIV secolo, con il passaggio agli Challant, importante famiglia nobile della Valle d’Aosta.
Nel corso del XV secolo il castello è arricchito dalle quattro torri angolari, da una doppia cinta muraria e dalla costruzione dell’ultimo piano.
Una grande campagna costruttiva risale all’epoca di Joseph-Félix de Challant quando, tra il 1713 e il 1728, gli spazi compresi tra le quattro torri angolari sono impreziositi dalle logge, decorate con eleganti elementi a stucco, mentre gli interni della dimora vengono trasformati notevolmente resi più confortevoli.
La creazione del parco a terrazzamenti contribuisce a dare al castello l’aspetto di una moderna residenza signorile immersa nel verde, perdendo completamente quello della fortezza difensiva medievale.
Nel corso dei secoli XIX e XX, in seguito ai diversi passaggi di proprietà, il castello subisce numerosi rimaneggiamenti interni, legati al suo utilizzo dapprima come casa museo per volontà dell’ultimo discendente di casa Challant, Vittorio Cacherano della Rocca e in seguito per le villeggiature estive da parte di famiglie piemontesi e liguri. Nel 1970 il castello entra a far parte dei beni della Regione autonoma Valle d’Aosta.

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