Abbazia di Vezzolano

22/07/2020

Plausibilmente nata come canonica di castello, fondata da un consortile di notabili locali sui loro possedimenti, è menzionata per la prima volta in un documento del 1095. Nel 1159 Federico Barbarossa la prese sotto la propria protezione. Sull’ultimo scorcio del XII secolo questa è una delle prepositure più potenti ed economicamente rilevanti del Piemonte, ed è approfittando della congiuntura favorevole che viene dato avvio all’edificazione delle porzioni ancora oggi visibili: la chiesa con la facciata (poi rielaborata nel XIII sec.) in stile lombardo e movimentata dal dialogo tra mattone e pietra arenaria; il jubé (terza decade del XIII sec.), una rara struttura architettonica su colonnine scandito da un bassorilievo policromo su due registri raffigurante la Dormitio virgnis e la Genealogia di Cristo.

E infine il chiostro, uno dei meglio conservati del Piemonte, nel quale trovano spazio i sepolcreti di due famiglie locali – i Rivalba e i Radicati – forse da annoverare tra quelle che contribuirono alla fondazione della canonica; qui si possono ammirare inoltre capitelli scolpiti e un importante ciclo di affreschi databili tra metà XIII e XIV secolo, opera del Maestro di Montiglio con l’Adorazione dei Magi e il Contrasto dei tre vivi e dei tre morti.

Dopo l’esproprio in epoca napoleonica, nel 1937 il complesso fu ceduto allo Stato ed è attualmente in consegna alla Direzione Regionale Musei Piemonte.

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