Filatoio di Caraglio

Museo 04/08/2020

Il Filatoio di Caraglio è la fabbrica da seta più antica conservata in Europa e rappresenta un caso unico nel contesto produttivo del Piemonte seicentesco, intimamente legato alla seta fino ancora all’Ottocento. La vendita dei bozzoli prodotti, infatti, oltre ad essere indispensabile per consentire l'attività agli stabilimenti, contribuì in modo significativo a garantire per molto tempo la sussistenza delle popolazioni agricole.

Costruito in due anni (1676-1678) da Giovanni Girolamo Galleani, il filatoio ha l’aspetto di una elegante dimora nobiliare. A partire dai primi anni del XXI secolo gli interventi di recupero hanno riguardato il restauro del filatoio, della filanda e degli ambienti abitativi. Il complesso, oggi anche prestigioso spazio espositivo per mostre di arte moderna e contemporanea, ospita il Museo del Setificio Piemontese con la ricostruzione degli imponenti torcitoi idraulici da seta. Questa era la tecnologia impiegata nella fase di torsione del rinomato organzino piemontese, noto per essere, secondo quanto annotavano i mercanti inglesi nel '700, "la più raffinata seta prodotta in Europa”. Queste sofisticate macchine, di concezione bolognese, furono introdotte in Piemonte nella seconda metà del '600 proprio dalla famiglia Galleani e fu anche grazie queste che il Piemonte diventò leader nella produzione di filati di seta esportati in tutta Europa.

Nel 2017 il museo si è arricchito di un nuovo piano espositivo che accoglie riproduzioni di altre attrezzature quali un fornelletto per la trattura, incannatoio e binatoia, così da rendere possibile ripercorrere l’intera filiera serica piemontese, focalizzata sulla produzione di filati di alta gamma venduti alle tessiture lionesi. Tutte le attrezzature sono rifatte su modelli di metà seicento e funzionanti ed è possibile, durante la visita, vedere i torcitoi in funzione.

È attualmente in corso la mostra Un set alla moda. Un secolo di cinema italiano tra fotografie e costumi, concepita per far rivivere ai visitatori l’anima più autentica del cinema italiano, la sua storia, i film, i divi e i protagonisti, attraverso 17 costumi di scena e 70 suggestive fotografie di set. Le foto di scena traghettano il visitatore dentro il set, alla scoperta del lavoro svolto dietro ad un ciak, agli accessori e ai dettagli che hanno contribuito a creare la fortuna del kolossal Cabiria negli anni dieci del Novecento, così come in tempi più recenti il fascino di dive come Claudia Cardinale, Sophia Loren e Silvana Mangano.

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