Itinerari enogastronomici dell'alessandrino

Highlights 30/07/2020

Questa terra di castelli, quasi cento, tra antichi manieri, residenze e roccaforti, si scopre gradualmente, a piedi o lungo la rete di ciclovie che attraversano la pianura su per i declivi, ricordando le leggendarie imprese dei campionissimi del pedale. E l'attività sportiva si allea con l'enogastronomia lungo itinerari quali la Strada del Vino dell'Alto Monferrato, che si snoda toccando Ovada, Novi Ligure e Gavi, Acqui Terme e tanti altri piccoli centri.

Tra agnolotti, ravioli, i gnocchetti di verdure e formaggio tipici di Alessandria, bolliti dopo esser stati fatti rotolare nella farina, per arrivare ai corsetti di Novi, la cucina alessandrina è ricca di ghiottonerie. Da quelli più antichi, come il pollo alla Marengo, la cui ricetta risale all'epoca napoleonica, ai bolliti misti conditi con le tre salse tradizionali (bagnetto verde, rosso e salsa bianca) e la bagna cauda che nel suo ingrediente principale, l'acciuga, segna il legame con la via del sale.

E poi piatti a base di funghi e selvaggina o di pesci conservati sotto sale, come lo stoccafisso all'acquese e le acciughe con il bagnetto verde o rosso.

L'influsso ligure ha prodotto in alcune zone una passione per le focacce (inimitabile la morbidezza della focaccia di Novi, prodotto IGP) che si affianca alla ricca produzione di pane e grissini delle rinomate panetterie.

Le cuoche amano ricorrere alle erbe per rendere unici i propri piatti, arricchiti da odori e sapori nella cui produzione eccelle l'Alta Valle Orba, Erro e Bormida di Spigno, che rivaleggia con la Provenza per le erbe officinali e aromatiche coltivate sui versanti meno adatti all'agricoltura con tecniche biologiche e biodinamiche. Nella zona di pianura troviamo le influenze della cucina Longobarda con l'abitudine di servire risotti, verdure in carpione e piatti a base di rane. Tra i prodotti indimenticabili sono i formaggi. Nelle zone collinari acquesi e lungo tutto l'arco appenninico piemontese si producono da secoli le inconfondibili formaggette (o robiole), il cui gusto è prodotto inconfondibile, dovuto all'unione di pascoli stesi al sole, latte caprino e stagionatura tradizionale, vanto delle Valli Orba, Erro e Bormida di Spigno. Prodotto unico è il Montebore, antichissimo formaggio dalla forma tronco-conica schiacciata, la cui produzione a rischio di scomparsa è ricominciata da pochi anni sotto la dicitura DOP, e rappresenta vanto delle Valli Curone e Borbera. La tradizione vuole che sia stato l’unico formaggio presente nel menù dello sfarzoso banchetto nuziale di Isabella di Aragona, figlia di Alfonso, e Gian Galeazzo Sforza, figlio del Duca di Milano, del quale gran cerimoniere fu nientemeno che Leonardo da Vinci.

Fra i salumi non ha bisogno di presentazione il filetto baciato di Ponzone, prodotto unico del suo genere in Italia, ottenuto avvolgendo il cuore del filetto suino, aromatizzato adeguatamente, con una pasta di salame di puro suino. Apprezzatissimi il prosciutto cotto di Tortona, la testa in cassetta di Gavi, la coppa della Val Borbera e la muletta monferrina (prodotta nel casalese e stagionata per 3 mesi), i salami della Val Curone.

Ogni cittadina ha il proprio tesoro dolce, con ricette mantenute segrete e passate invariate attraverso i maestri pasticcieri. In particolare, Alessandria ha ottenuto la De.Co. come "piccola pasticceria di Alessandria", cioè i prodotti della pasticceria sono stati codificati come denominazioni comunali: pasticceria fresca mignon (cannoncini e bigné), le torte tradizionali, come la Tartufata, i prodotti a marchio di storici artigiani (come la Polenta di Marengo, i Baci di Gallina, i Mandrugnin, i Meardini al Rhum, gli Amaretti Marelli). Le vetrine delle pasticcerie traboccano di baci di dama, i più famosi quelli di Tortona e di Novi, di creme di cioccolato, la famosa Giacometta, dal nome della compagna della maschera Gianduia.

Quasi ogni città produce un proprio tipo di amaretti, da Acqui a Ovada, a Gavi (morbidissimi, dall'inconfondibile forma triangolare), mentre il Novese è rinomato per la lavorazione del cioccolato e del torrone. A Casale Monferrato da più di un secolo si cuociono i krumiri, paste frolle piegate a forma di "v" ed esportate in tutto il mondo nelle inconfondibili scatole di latta.

Terra affermata per i vini rossi (Barbera, Dolcetto, Grignolino), l'Alessandrino annovera tra i suoi prodotti di spicco anche due vini bianchi che ormai hanno raggiunto apprezzamenti sulle tavole di tutto il mondo: il Gavi DOCG e il Timorasso DOC. Il Gavi, da uve cortese, è prodotto in una zona a ridosso dell'Appennino, tra i comuni di Gavi, Novi Ligure e Serravalle Scrivia. Il Timorasso nasce da un vitigno autoctono coltivato nelle valli appenniniche del Curone, del Grue, dell'Ossona e del Borbera, caratterizzate da un lungo soleggiamento. Mantenuta nelle coltivazioni locali in piccole quantità, la vite del Timorasso ha cominciato la sua rinascita verso la fine degli anni '80, grazie a un piccolo gruppo di coraggiosi produttori che lo ha portato in questi ultimi anni ai più ambiti riconoscimenti internazionali. 

Il tartufo bianco ogni anno, tra ottobre e novembre, diffonde il suo intenso aroma nelle vie di borghi e città, in occasione delle numerose fiere tra Cella Monte, la Val Curone, da Bergamasco a Murisengo ed Acqui Terme.

Condividi   

Ultime news

La campagna di raccolta fondi digitale Il Grande Assente è nata dal desiderio di contribuire a colmare un vuoto all’...
Leggi di più...
A giugno di quest’anno, Torino ha visto nascere un nuovo parco, particolare e unico nel suo genere. Il Precollinear...
Leggi di più...
Creatività e design nell’Alta Formazione italiana dal XV al XXI secolo.Una mostra “virtuale” dedicata all’eccellenza...
Leggi di più...
Un progetto di Piemonte dal Vivo per connettere artisti e pubblici.Il 27 novembre nasce onLive, un progetto con cui...
Leggi di più...