L'astigiano in tavola

Highlights 22/07/2020

Il territorio astigiano è un angolo di Piemonte in cui si è saputo realizzare il miglior adattamento dei vitigni alle caratteristiche del suolo e del clima, insieme con la costante evoluzione delle tecniche e della conoscenza sulla viticoltura. Una zona che è stata pioniera, a partire dalla metà '800, della produzione spumantistica italiana. Tra questi paesaggi riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità sono prodotti da secoli pregiati vini come il dorato Asti Spumante, il robusto Barbera di Nizza, il dolce Moscato e la Malvasia di Casorzo d’Asti che maturano all’interno delle storiche cantine, tra i crutin e gli infernot, scavati nel tufo e le imponenti cattedrali sotterranee a Canelli. Si tratta di suggestivi ambienti voltati, veri capolavori d’ingegneria e di architettura enologica.

Le dolci colline astigiane, in parte monferrine e in parte di Langa, decorate dagli ordinati filari di vite, sono impreziosite da castelli, borghi e torri che testimoniano la storia dei luoghi e la cultura del vino. Queste sono anche le terre del pregiato tartufo bianco e di altre decine di eccellenze gastronomiche apprezzate sulle tavole di tutto il mondo.

Numerosi sono i prodotti locali alla base di ricette antiche riproposte ancora oggi presso i migliori ristoranti della zona. Dall’ampia scelta di antipasti preparati con i prodotti di stagione, passando per i primi piatti sovrani delle tavole astigiane come gli agnolotti, la celebre pasta ripiena con ingredienti che variano talvolta spostandosi da un piccolo comune ad un altro: a Calliano li troverete con ripieno di carne d’asino, a Viarigi di coniglio a Costigliole hanno il plin (ovvero sono chiusi con un pizzico) a Cessole sono serviti nel tovagliolo senza condimenti. Ovunque si possono gustare con il semplice condimento burro e salvia che esalta il gusto delle pregiate carni bovine piemontesi. Tra i secondi di carne si possono assaggiare la finanziera e il fritto misto due retaggi della cucina contadina locale un tempo creati per utilizzare le frattaglie di carne, oppure altri piatti dai nomi quasi esotici come la tartra e il fricandò rispettivamente un budino salato e pepato a base di verdure e uno spezzatino. I menu invernali sono arricchiti da fondute di formaggio, profumati dai funghi e dai preziosi tartufi bianchi del Monferrato e con i primi freddi compare anche carrello dei bolliti misti. I menu primaverili ed estivi hanno per protagonisti i frutti degli orti come asparagi saraceni di Vinchio, peperoni, ortaggi di tutti i colori che vengono serviti con le carni di coniglio e pollo. Ai vini si abbinano poi formaggi e salumi: la pregiata robiola di Roccaverano, antico formaggio di latte caprino dal sapore ricco che cambia con le stagioni a seconda delle erbe dei pascoli sulle alte colline della Langa Astigiana, servita con miele o profumate mostarde (mosto d’uva, nocciole e frutta). Tra i salumi ricordiamo lo squisito “salame cotto”, l’originale produzione di salumi con carni d’asino e il prosciutto di Cocconato.

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