Scopri Biella e il suo territorio

Highlights 01/07/2020

La tessitura – attività elettiva del territorio biellese – trova conferme archeologiche in manufatti che ne fanno risalire le origini fino all’età del Bronzo e del Ferro. Alcuni reperti conservati presso il Museo del Territorio Biellese – fusaiole, pesi da telaio e una rara quanto curiosa pintadera in terracotta, utilizzata per decorare i capi tessuti – narrano di una vocazione le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Un’iscrizione del II sec. d. C. rinvenuta a Lessona tramanda la presenza di Quinto Quarzio, di professione sagarius, ovvero fabbricante di mantelli in lana. E su una delle pareti del Duomo di Biella, il Cristo della domenica (146-70 ca.) è circondato da numerosi strumenti legati al lavoro artigiano e contadino, ma tiene saldamente una cesoia da cimatore di panni: noto anche come Cristo dei tessitori, è al contempo monito per la santificazione delle feste e manifesto di questa “terra di telai”.

Le lavorazioni laniere nel Biellese, precocemente regolamentate negli Statuti fin dal 1245, subiscono un’accelerazione tra Sette e Ottocento, con l’affermarsi del “sistema di fabbrica” in uno scenario fino ad allora artigianale. Biella diventa una città che, nelle parole di Carducci, «a l’opera fumanti camini ostenta». Questo passaggio è testimoniato da significativi esempi di archeologia industriale quali la Fabbrica della ruota di Pray, dove è ancora visibile l’impianto ottocentesco multipiano di derivazione manchesteriana. Per l’estate 2020 il sito ospita Artisti e sarti in fabbrica, tre mostre-allestimenti che raccontano il tessuto dalla tradizione alla nuova creatività.

Un altro ex opificio – il Lanificio Trombetta di Biella – è diventato la sede della Fondazione Pistoletto - Cittadellarte e fucina di idee per progetti mirati a una trasformazione responsabile a livello locale e globale, secondo quanto messo a punto da Michelangelo Pistoletto, protagonista dell’Arte Povera, nel suo Manifesto Progetto Arte.

Alcuni capitoli più o meno recenti della vita sociale e culturale della città sono stati scritti dagli imprenditori tessili. È il caso di Bruno Blotto Baldo, che nel 1952 donò cinque opere della propria collezione al già citato Museo del Territorio Biellese. Tra queste spiccano Raggio di sole (1890) di Pellizza da Volpedo, le Riflessioni di un affamato (1894) e una Marina (1940) di mano di Carlo Carrà.

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