Sui sentieri del gusto

Highlights 04/08/2020

In provincia di Cuneo sono davvero molti i prodotti enogastronomici di qualità, con luoghi indissolubilmente legati alla produzione casearia di qualità, premiata negli ultimi anni da certificazioni locali e internazionali. Strade, sentieri e mulattiere sono capaci di svelare angoli reconditi di territorio, custodi di storie, sacrifici e segreti. Come in alta Valle Tanaro, muovendosi alle spalle degli abitati di Garessio, Ormea e Briga Alta alla scoperta dei luoghi di produzione dell’Ormea o del Raschera DOP, con quest’ultimo prodotto anche nelle vallate monregalesi più selvagge, là dove la Valle Corsaglia abbraccia la Maudagna e dà origine all’omonimo Lago Raschera. In Valle Casotto, poi, percorrendo gli itinerari che si snodano attorno al “borgo dei formaggi” di Valcasotto e accarezzano la residenza reale, il Castello di Valcasotto che ospiterà il 15 agosto il 40° Concerto di Ferragosto (quest’anno a porte chiuse) o in Valle Grana, arrampicandosi fino ad incontrare i pascoli del Castelmagno DOP, da molti considerato il Re dei Formaggi.

In Valle Maira, ancora, alla scoperta della Toma di Elva lasciandosi inebriare da un ambiente eterogeneo e incontaminato o tra Valle Varaita e Valle Po, infine, per scoprire il Toumin dal Mel (Presidio Slow Food) o la Toma d’Martiniana. Non solo formaggi però; analoghe vibrazioni di gusto si possono avvertire visitando la Valle Stura alla scoperta dei luoghi di crescita e di pascolo dell’Agnello Sambucano Presidio Slow Food, vagando nelle Vallate Monregalesi alla scoperta delle omonime Paste di Meliga (di nuovo Presidio Slow Food) o passeggiando sui versanti assolati di Caprauna per scorgere le piantagioni terrazzate dell’omonima Rapa. E come non citare la carne bovina di Razza Piemontese, la pasta ripiena, i dolci, l’Aglio di Caraglio, il Porro Cervere, le zucche e tutti i prodotti che colorano e danno gusto all’autunno Cuneese? Senza dimenticare, in conclusione, l’avvincente mondo della castanicoltura che avvolge ancora oggi gran parte dei territori di bassa montagna. Perché il castagno ha rappresentato per molti un compagno di vita da cui dipendere e a cui affidarsi nei momenti del bisogno. Dalle travi in legno per l’architettura alla lettiera per animali fino al consumo grezzo dei frutti e dei marroni. Muoversi tra sentieri, strade e mulattiere che abbracciano le verdi chiome dei castagni (dalla Valle Mongia alla Valle Pesio, dalla Valle Stura alla Valle Varaita) significa riscoprire le nostre radici lasciandosi cullare da un suadente respiro paesaggistico, storico ed enogastronomico.

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