Tra dolci e liquori

Highlights 16/07/2020

Quella di Torino con il cioccolato, e in generale del Piemonte, è una storia fatta da generazioni di maestri cioccolatieri e di irresistibili bontà, da gustare in pasticcerie ed eleganti caffè storici. Materia prima di qualità e grande inventiva hanno fatto di Torino la capitale europea della lavorazione del cioccolato sin dalla seconda metà del ‘600, quando il cacao arrivò in Piemonte con il duca Emanuele Filiberto di Savoia, al tempo al servizio di Carlo V di Spagna, primo regno ad introdurre in Europa il “cibo degli dei” dal centro America. Dal 1678, quando la bevanda di corte diventa privilegio diffuso in vendita al pubblico, l'arte della cioccolateria torinese conquista cuori e palato in forma solida e liquida: dalle tavolette vendute “in taglio” nelle botteghe a specialità come il cremino, o Torinese (tre strati di cioccolato, uno interno di pasta di cioccolato alla nocciola e i due esterni di crema gianduja), i ripieni Alpino, Favorito e Preferito, oltre a praline, tartufi e cri-cri, tonde delizie con cuore di nocciola, ricoperte di cioccolato e minutissime sfere di zucchero.

L’incontro di cacao e nocciola “tonda e gentile delle Langhe” regala il Gianduiotto, il celeberrimo spicchio a barchetta rovesciata a base di pasta gianduja e primo cioccolatino venduto avvolto in carta d’oro o d’argento. Nato nel periodo di Carnevale nel 1865, prende il nome dall’omonima, rubiconda maschera simbolo di Torino.

Nelle caffetterie di alcune Residenze Reali e in molti locali è piacevole attardarsi per una pausa sontuosa con la Merenda Reale, sorseggiando fumante cioccolata in tazza, nella quale intingere deliziosi biscotti "bagnati" e i morbidi savoiardi, dalle praline ai torroncini mignon, le classiche bignole e profumati baci di dama, preparati con farina di nocciole. Una vera prelibatezza che anche oggi è possibile sorseggiare in una preziosa "mancerina", la tazza in ceramica dal bordo alto di gran voga nel '700 per mescolare la cioccolata spumeggiante senza rovesciarla.

In tutto il Piemonte è festa con il Bonet, il ricco e soffice budino al cucchiaio fatto con cacao, amaretti e rum. É nata a Torino anche la golosa seduzione del Bicerin, il “bicchierino” che dal 1763 delizia il palato con 3 strati sovrapposti di cioccolata calda, caffè e crema di latte, vera passione del ministro Camillo Benso conte di Cavour. Tutta torinese anche la moda del gelato da passeggio, il Pinguino, il ricoperto con un croccante strato di cioccolato.

Tra gli spuntini più famosi e amati, il tramezzino nasce al Caffè Mulassano di Torino nel 1926. Al sandwich all’italiana la tradizione attribuisce un padrino di eccezione: il poeta Gabriele d’Annunzio, al quale il triangolo isoscele di soffice pancarré farcito di delizie ricorda le “tramezze” della sua casa di campagna, cosicché il “paninetto” spezza-fame viene ribattezzato tramezzino.

La capitale subalpina vanta anche il “copy-right” del vermouth e la sua fama contemporanea. L’Absinthiatum vinum apprezzato dai Romani e tramandato con il termine tedesco Wermuth (assenzio) deve la sua moderna fortuna ad Antonio Benedetto Carpano, il primo a replicare l’antica ricetta nel 1786, miscelando erbe e spezie con il vino moscato nella sua bottega, situata proprio di fronte al Palazzo Reale. Confidando nella bontà del suo elisir, ne fa dono al re Vittorio Amedeo III, che – deliziato - nominò Carpano fornitore ufficiale della Real Casa. Il resto è storia.

Per chi preferisce un punto di dolce (vermouth) e mezzo di amaro (china), ecco servito un corroborante Punt e Mes, nato in casa Carpano il 19 aprile del 1870, quando un agente di borsa ordinò il consueto aperitivo Carpano, stavolta però corretto con mezza dose di china.

La Martini & Rossi viene fondata nel 1863 quando Alessandro Martini, uomo d’affari, Teofilo Sola, contabile e Luigi Rossi, esperto liquorista, aprono una società per la produzione di vermouth, liquori e spumanti prima a Torino, poi in collina, a Pessione di Chieri, sulla linea ferroviaria per il porto di Genova, snodo centrale per le spedizioni nei 4 continenti. Oggi interessanti visite guidate a Casa Martini raccontano la storia di un’azienda diventata icona della produzione italiana.

E infine, anche la prima macchina per espresso da bar è nata a Torino, con un modernissimo modello di macchina a vapore costruito e brevettato nel giugno 1884 da Angelo Moriondo, titolare di alcuni locali pubblici. Riscosse un immediato successo di pubblico, soprattutto durante la grande Esposizione Generale Italiana, allestita alcuni mesi più tardi al Parco del Valentino.

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